sabato 17 marzo 2012

Il parassita



L'edera


L'edera vive alle spalle degli alberi che la ospitano, si nutre della linfa vitale che arriva dalla terra e lentamente, ma inesorabilmente, avvolge l'albero sino a soffocarlo.

Il parassita è dovunque e, se non lo vedi, ti distrugge, lentamente ma inesorabilmente.






















La foto in basso a sinistra mostra un albero oppresso su cui c'è stato un intervento dell'uomo, recentemente, come mostrano le foto quì sopra.

Le foto in alto mostrano invece un albero che anni fa era in queste condizioni e, dopo un intervento simile, è rinato ed ogni anno fiorisce come la natura ha previsto per esso.

Nella foto in alto a sinistra si vede l'edera morta di colore marrone e l'edera nuova di colore verde che sta ricominciando il suo soffocante attacco.

Forse ogni essere umanao è un po' parassita e un po' sostenitore.
E' compito di ognuno il ri-conoscerli per non rischiare di soffocare o di essere soffocati.


Seguirò il susseguirsi di questa vicenda, che sarà molto lenta, e spero si concluda con una ri-nascita.

Questo albero è stato abbattuto: il mio intervento è arrivato tardi.....




domenica 4 marzo 2012

Un po' di sesso.....



Benchè si assista alla caduta dei tabù sessuali ed alla diminizione della repressione, mai la sessualità è stata tanto in crisi.
Questo fatto è dovuto all'immensa confusione legata all'apparizione del femminismo, che è altrettanto assurdo quanto il maschilismo. Si è sostituita una nevrosi con un'altra.
Se una donna potesse ubbidire ai suoi impulsi più profondi, forse scoprirebbe che il suo sentimento verso la virilità maschile è una forza misteriosa, potente, capace di contenerla nella totalità e di convertirla in energia sessuale.
Al contrario, l'ideologia femminista la trasforma in un essere senza dolcezza che mina, castra ed abbatte la meravigliosa forza della virilità.
Se l'uomo, da parte sua, potesse liberarsi dalla paura che produce in lui l'immagine femminile negativa, potrebbe donarsi interamente a questo seno meraviglioso ed affascinante, a questa forza primitiva ed infinitamente dolce dell'eros femminile e penetrare in essa con una vitalità trionfante.
E' necessario rinascere.
E' necessario ritrovare il senso del sacro della sessualità, cioè l'emozione primitiva, dolce e terribile della connessione.
La desacralizzazione del sesso è l'espressione della dissociazione affettivo-sessuale.
Essa rappresenta una evoluzione nevrotica.
Il sesso non è un atto puerile, ma è celebrazione e partecipazione ad una fusione misteriosa, la cui natura trascende il mondo della conoscenza.
Il magnetismo sessuale, ricco di significati, è prossimo all'allucinazione ed è legato agli stati mistici, dell'estasi ed alla poesia.
(Rolando Toro - Sessualità-Sacralizzazione dell'amore)


.........Le docce ed i profumi hanno contribuito ad impoverire la vita sessuale ed il grado di piacere che si prova a contatto col corpo di un altro: le relazioni oggi sono molto igieniche, ma poco passionali.
Molti, per paura del contatto, fanno l’amore con videocassette erotiche.
Basta fare l’amore una sola volta con un cosiddetto “primitivo”, per avere la percezione certa che il sesso in occidente è in agonia, forse già morto.
Il piacere erotico è scemato e non ce ne siamo neanche accorti.
(Vittorino Andreoli - Capire il dolore)

giovedì 1 marzo 2012

I nostri gesti si organizzano.....



...."I nostri gesti si organizzano come espressioni di vita, e non come mezzi per raggiungere fini esterni, politici o socioeconomici.
Essi (i gesti) si organizzano per creare più vita all'interno della vita.
Se le situazioni sociali e culturali sono avverse, possono essere cambiate
non con l'aiuto di ideologie e di azioni politiche, ma ristabilendo ad ogni istante, nella nostra esistenza,
le condizioni perchè sia protetta (la vita).".....

(Rolando Toro - tratto dal libro Biodanza, pag. 49 Principio biocentrico)

Ho spesso la necessità di ritornare alle parole di Rolando per non perdere il contatto con il nucleo creatore del sistema Biodanza.
A volte ho l'impressione che queste poche e semplici parole non siano state lette o, quanto meno, comprese da coloro che, come me e compreso me, cercano di portare nel mondo la Biodanza - metodo Rolando Toro.
Ideologie ed azioni politiche non sono indicate da Rolando come soluzioni alle avversità. La sua proposta è molto più grande.
Mi piace e mi sostiene.

sabato 18 febbraio 2012

NON PIANGERE, TI PREGO. NON STA BENE.

"Miei appunti presi quà e là, da qualche lettura, mescolati con pensieri che affiorano ogni tanto da dentro me".


Piangere non è un segno di dolore, ma l'opportunità per liberarsene.
Quando arrivano le lacrime liberatrici, si sciolgono come manifestazione fisica.
Le lacrime sono liberatorie, sono capaci di spostare macigni dal cuore e renderlo ancora pieno di fiducia e con la voglia di battere e di vivere.

Andiamo nelle Università ad alimentare idee e pensieri, tralasciamo di frequentare ambienti e gruppi dove ci sia possibile emettere il grido primario delle nostre emozioni bloccate.

Agli uomini non viene insegnato a piangere quando sono piccoli.
Ma, non piangere, è impossibile ,per cui hanno imparato a piangere dentro di sé, a non lasciare uscire le lacrime.
Le lacrime così vanno in dentro, si riuniscono nel loro cuore, che per poterle trattenere tutte si ingrossa sempre di più .
Ma un giorno non ce la fa più e scoppia.
Le lacrime che ha trattenuto vengono così liberate e sparse addosso a coloro che sono stati vicini, che piangeranno le loro lacrime per un cuore spezzato.
PIANGERE RINFORZA IL CUORE DEGLI UOMINI.

Questo insegnamento a non piangere è un impedimento a vivere come esseri umani unificati ed integrati, una svalutazione della saggezza delle reazioni totali del nostro organismo.
Non è facile riacquisire questa unità, dopo decenni di vita dicotomizzata.

Col termine "guarigione" viene inteso un vero e proprio processo di disintossicazione; l'espressione delle emozioni accumulate e trattenute nell'organismo, attraverso il pianto, il riso, l'urlo, il tremito, è il modo più diretto ed efficace per azzerare un conto in sospeso da molto tempo.

Pert Candace (Molecole di emozioni): "Tutte le emozioni sincere ed autentiche sono sane e positive, poichè tengono uniti il corpo e la mente. Ira, paura, tristezza sono altrettanto sane quanto serenità, coraggio, gioia. La salute non è solo avere pensieri felici.
Uno scatto d'ira o un urlo può essere l'impulso più potente verso la guarigione, poichè sbloccano emozioni represse. E' importante che ciò avvenga."


Se dal tuo occhio scende una lacrima, non asciugarla. Lascia fare al vento.

sabato 11 febbraio 2012

CIAO, COME STAI?

Ciao, come stai?

Chi non ha avuto almeno una volta il desiderio di trovarsi al buio, in totale e assoluto silenzio e sentire una voce, calda e dolce, dire: "Ciao, come stai?"

Quanto buio e silenzio ci siamo fatti portar via dalla fretta, dalla
necessità di far presto e bene.

Anni fa (cominciano tutte così le storie raccontate dai vecchi) uscendo dalla A4 al casello di Trezzo o Capriate, spesso di notte, ci si fermava a "pagare" il pedaggio ed il casellante (lo chiamavamo così), non protetto dagli sbarramenti antismog ed antiuomo moderni, ci salutava spesso con un "Ciao, come stai?".
Con casellanti un po' più amici, ci si fermava addirittura dentro al casello, e si trascorreva del tempo insieme, raccontandoci, spesso solo di calcio, ma raccontandoci.

Poi dal panettiere nel forno a mangiare panini appena sfornati conditi con olio e sale, si trascorreva del tempo insieme raccontandoci.

Molti clienti venivano a pagare l'assicurazione e si faceva una chiacchierata, si andava a prendere un caffè e ci si raccontava.

Molto del tempo del lavoro si mischiava col tempo personale creando confusione.
Il tempo è prezioso e rendere più efficienti le interconnessioni relative a cose di lavoro in modo veloce ed automatico è stato un passo in avanti, per liberare quel tempo da dedicare a ciò che ognuno più desidera.

Ed è stato liberato tempo da dedicare a ciò che ognuno più desidera.
Ho spesso l'impressione che non venga usato, questo tempo.
Forse occorre trovare lo spazio, dove inserire il tempo per un:
"Ciao, come stai?"

Ho smesso di fumare venti anni fa; se incontrassi un tabaccaio che, anzichè propormi qualche "Gratta e vinci(cosa?)" mi dicesse: "Ciao, come stai?" ricomincierei a fumare.